Ho 25 anni, sono affetta da FC e da poco mi hanno proposto di considerare l’idea del trapianto polmonare. Tuttavia, ho un’infezione polmonare da B. cepacia. Quanto questa può aumentare i rischi per il trapianto, considerando che la mia è una cepacia semi-resistente?
Il quesito posto tocca due punti molto delicati delle problematiche intorno alle quali i Centri per la Fibrosi Cistica e i Centri di Trapianto dibattono in questo momento:
Alla luce dei dati della letteratura internazionale non vi è uniformità di valutazione e di comportamento da parte dei Centri di trapianto. Credo che si possa ragionevolmente sostenere che il decorso clinico, in termini di sopravvivenza ma anche di infezione broncopolmonare nel post trapianto, nel paziente con infezione da B. cepacia ha una criticità assai maggiore rispetto al paziente senza tale infezione (1, 2, 3). E’ importante peraltro differenziare la “pan-resistenza” del batterio (resistenza a tutti gli antibiotici oggi disponibili) da una “semi-resistenza” (resistenza solo ad una parte degli antibiotici disponibili): quest’ultima infatti consente un buon margine di trattamento della eventuale infezione post-trapianto. Un altro dato determinante riguarda le condizioni cliniche generali del paziente prima del trapianto che, qualora fossero buone o discrete, rappresenteranno una risorsa assai importante per l’esito del trapianto, nel breve e nel lungo termine. L’utilizzo, inoltre, di strategie di immunosoppressione sempre più avanzate potranno ridurre in futuro i grossi rischi che l’infezione da B. cepacia comporta nel polmone trapiantato.
1. Chaparro C, et al. Infection with Burkholderia cepacia in cystic fibrosis. Thorax. 2004;59:526-528
2. Dobbin C, et al. The impact of pan-resistant bacterial pathogens on survival after lung transplantation in cystic fibrosis: results from a single large referral centre. J Hospital Infection. 2004;56:277-282
3. Adjiladis D. Special consideration for patients with cystic fibrosis undergoing lung transplantation. Chest 2007;131:1224-1231